Archive for June, 2005

Sbirro più Sbirro meno

Non tutto e’ come sembra. Anzi molte cose sono spesso semplici insegne per chi ci vuole credere. Come quelli che pensano che fare una rapina adesso e’ molto piu’ difficile di trent’anni fa. E’ la stessa identica cosa, ci vuole lo stesso fegato a fare una dura e hai le stesse identiche probabilita’ di passarla liscia.
Via Faenza e’ una piccola via dietro la stazione di Santa Maria Novella. Da un lato sbuca sulle trafficate vie del centro, dall’altro su alcune larghe vie che portano ai viali, passando per una caserma.

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June 28th, 2005

Milano e le Barche

Era una calda mattina di meta’ giugno. L’effetto serra era ancora poco noto nei giornali a meta’ degli anni 80 per poter essere usato come termine di paragone, ma se avesse potuto saperlo, Diego avrebbe detto che quella giornata era la prova definitiva delle teorie ecologiste.
Non volava una mosca a Milano. Non sentivi un alito di vento neanche soffiando contro uno specchio o accendendo il ventilatore. Quasi sembrava che qualsiasi brezza si levasse, meccanica, elettrica o naturale che fosse, venisse inghiottita istantaneamente dall’afa e dall’umidita’. Forse la percentuale di acqua nell’aria era cosi’ alta da necessitare un continuo input di vapore per riuscire a evitare che tutti gli esseri umani si trasformassero in pesci e cominciassero a dover respirare con branchie anziche’ polmoni.

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June 26th, 2005

Il Compagno Panchumi e il Caso Autistici

* Non una questione privata,
una questione di privacy.
sul caso: autistici.org

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25 giugno 2005
Comitato Centrale Rivoluzionario Del Popolo Inergalattico,
Carrozzone,
la situazione si fa seria.
La longa manus del latinorum repressore arriva anche dove meno il carrozzone se lo aspettava. A volte, oh miei compagni del comitato rivouzionario, vengo tacciato di veterume quando ardisco a mettere in dubbio le capacita’ reali del Carrozzone di utilizzare i moderni strumenti di comunicazione di massa.
Non sono mica mezzi di produzione! (O no? Chiedo al comitato degli Appoggiati un responso).

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June 25th, 2005

Tanger a Zena

ho un amico che una volta mi ha raccontato una storia interessante. a me piacciono le storie. mi piace sentirle raccontare, leggerle. anche guardarle. al cinema a me non è che mi frega un granché se è girato bene o male il film, mi interessa che la storia sia bella. poi se è una merda, cinematograficamente parlando, non mi interessa. mi piacciono i dialoghi, lo slang, le battute sottili e le parolacce, spesso. questo mio amico le sa anche raccontare bene le storie.

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June 14th, 2005

Chiuso per Amore del Vento

Le citta’ non dimenticano. Cambiano pelle, crescono, aggiungono strade, quartieri, infrastrutture, ma non dimenticano.
Genova nel 2005 e’ una citta’ diversa mille volte da Zena nel 1211, ma ogni singolo trascorso rimane li’, adagiato su quello precedente, un volto sopra l’altro, senza sosta. Come nella mia memoria rimangono strade che non esistono piu’, piazze che hanno cambiato mille nomi, carruggi che sono diventati quasi viali e crepe che sono diventate carruggi, affreschi che sono scomparsi, sostituiti da soggetti piu’ recenti, o addirittura croste dell’ultima ora, buone per turisti squattrinati e guide da quattro soldi, cosi’ nella memoria della Lanterna rimane ogni passaggio, fin nell’ultimo dettaglio, vivido quanto piu’ vive sono state le emozioni che si sono legate a ogni frammento di una citta’ scomparsa nelle pieghe del tempo.

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June 13th, 2005

Lupi e Sciacalli

Camminare per le strade di Genova una sera di quasi estate fa un effetto strano. Un momento sei sommerso di persone, odori, lingue, colori e il secondo dopo potresti essere l’unico abitante di una antica citta’ disabitata. E’ per questo che e’ cosi’ sottile a Genova il velo tra quello che si percepisce
e quello che si vede, tra le realta’ possibili e quelle praticabili. Ed e’ per questo che mi aggiro per queste strade, annusando l’aria e riempiendo i polmoni di quella poca magia che resta.

Piazza Banchi e’ animata solo da quei tre o quattro vagabondi accompagnati dal solito cane e da un paio di cartocci di vino. Degli “lavori in corso” ne rovinano il viso aperto, una qualita’ cosi’ rara in questo luogo di carruggi.

– Ogni volta che scavano dieci centimetri sembrano trovare un pezzo di antichita’ incredibile, belin. Ma se Zena ha praticamente iniziato ad esistere nel mille e cento. Bah!
Costeggio le sottili reti metalliche degli scavi e arrivo nell’affollatissima Caricamento, i bar con musica di ogni etnia e le panchine ingombre di persone… Una nuova cazbah per una citta’ che ne ha viste mille e una…
Sedersi sulla panchina, guardare le persone passare, sedersi, bere, scambiare due parole, aspettare un gancio, ripartire, tornare, occhi puntati su di te, puntati sugli altri, puntati sui canazzi che stazionano fissi lontano dalle panchine, vicino ai loro blindati sotto la sopraelevata, come a guardare il Porto Antico dall’invasore barbaro, ultimi baluardi dell’italica virtu’.
Antico poi… come se uno chiunque di quelli che l’hanno ammodernato avesse una piu’ pallida idea di cosa vuol dire antico.

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June 12th, 2005

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