Banditi e Pezzi
Eh ti, bambin, te parlet semper delle dure… le dure de chi, le dure de la’, ma te capis’ nagot. te’l disi mi! te set un bauscia come to padre….
Le dure eranno mica uno scherzo, te’l dis vun che le ha fatte, bambin! La gente ci lasciava le penne sul serio, non come nei racconti che leggi o nei film che vanno tanto di moda adesso anche se li hanno fatti trent’anni fa. Te set’ che vuol dire morta? Stecchita? Lo hai mai visto un morto? Io si, per cui sta buono li e sculta…
Eravamo in quattro: io, lo shuz, il bamba e il nuvolari. Tutti e tre eravamo di Milano, tranne lo shuz, che era del posto. Fare le rapine negli anni 70 non era difficile, ma c’erano posti e posti, e per noi delle batterie fare la cosa piu’ difficile era una sfida che non potevamo non bancarci. Valeva la pena anche se non c’era da guadagnarci un cazzo di niente. E farle in citta’ o nei paesini vicino alle citta’ era una cosa, ma farle in alcune regioni in cui delle dure non sapevano un cazzo poteva essere un incubo oppure liscio come l’olio. Non c’era modo di saperlo prima.
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