Settembre andiamo, è tempo di migrare – (parte II)
[il mostro dell'autunno]
Il testo integrale è disponibile anche nei formati: PDF – RTF – TXT. Buona lettura. Ah, ogni riferimento a fatti, cose, persone, eventi realmente esistiti è puramente casuale. Noi abbiamo molta fantasia.
nove
Trovare Cremonesi e spifferargli la novità, recarsi alla casa di Pietro, fotografare la bicicletta, chiamare Mix, organizzare l’incontro, dare i propri dati bancari alle altre riviste e ai quotidiani. Tutto era stato facile, rapido, semplice. Le cose si stavano mettendo insolitamente bene.
Elvis Re era al ristorante pizzeria Il Naviglio. Era squallido, dava sulla strada che portava a Milano, ma facevano un’impepata di cozze strepitosa. Il cuoco era l’ex chef che Elvis aveva incontrato in un ristorante di pesce di Roma molto prestige, dove gli era capitato di andare a mangiare con una valletta di una trasmissione sportiva. Lo aveva riconosciuto passando davanti al ristorante e il cuoco gli aveva assicurato che il pesce più fresco d’Italia arrivava proprio in quel luogo squallido. Per una volta Elvis si era rassegnato a frequentare un posto di barboni in cambio di cozze squisite.
Era da solo. Doveva riflettere. Cremonesi aveva pubblicato, ma solo perché Elvis gli propinava roba di prima qualità.
Il Re dei cronisti, gli aveva detto, non credeva alla colpevolezza di Pietro Mossa. Tanto è vero, aveva aggiunto, che nonostante i nostri articoli ancora non è stato arrestato.
Era vero, aveva pensato Elvis. La polizia, forse, aveva altre piste. Quali, aveva chiesto Elvis a Cremonesi.
Cremonesi aveva alzato gli occhi dal computer e lo aveva guardato fisso.
- A me non dicono più un cazzo, ma ho avuto modo di capire alcune cose – aveva detto.
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