Archive for the ‘Racconti dalle Cripte’ Category

L’Attesa

Per descrivere certe passioni, bisogna muoversi nel confine incerto, se mai esiste, tra personale e politico. Perché alla fine la certezza è di ritrovarsi di fronte a una sentenza che chiude molto più di un processo. Che apre nuove scatole, con dentro altre scatole e altre scatole ancora. E in ognuna di esse c’è una storia da scrivere. E ci sarà da cambiarle ancora, le storie, immaginandone diverse. Alla nostra verità di parte sulla Diaz e sul g8. La realtà, non è di questo mondo.

Un anno e più non è uno scherzo, può renderti diverso,
un anno è la fotografia, di te stesso che vai via.
Ha i suoi motivi la paura, dovrei saperlo già da un po’.

Il posto ha un nome che quei tre hanno provato a farsi spiegare. O forse erano altri, in altre composizioni: altri volti, parole, passato. Storie mai incrociate, parole sospese in un tempo freddo, con il calore proveniente solo da una piccola stufa. Odore di legna e di foglie morte. La loro compagnia è una novità della serata: un incontro in un posto, uno spostamento, poco dopo, in un altro. Si erano già ritrovati vicini, senza saperlo. Si erano già ritrovati a osservarsi, senza capirsi. Ognuno dei tre pensa, cataloga, mette in fila, tesse trame, cerca sensi. Ognuno, bisogna precisarlo, riferisce solo a se stesso, perché pare sia finita da tempo la fase del gioco di squadra.
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November 17th, 2008

La Ragazza è Senza Nome

La ragazza è senza nome e porta una gonna corta e larga bianca. Va di moda a Shanghai, a Beijing è un lusso, una specie di avanguardia. Si guarda in giro, l’uomo la stava seguendo, ma è entrata in una zona fatta di viuzze strette, tra vecchie case di pietra, ancora lucide, ma in cui il passare degli anni si può ancora toccare, specie allungando furtivamente le mani sui portoni leggermente aperti. Panni stesi, vapori, odore di cibo. Probabilmente l’uomo ha deciso di starle più a distanza, hanno molti modi per pedinare la gente, questo sembra fare il proprio lavoro con metodo. Fa troppo caldo, all’una a Beijing il caldo ti asciuga le ossa, talmente è secco e assordante il calore del sole. Ma almeno si vede, il sole. Avrebbe bisogno di guardarsi allo specchio, contemplare la propria pelle, è preoccupata di avere le occhiaie e invece vorrebbe essere scintillante come nelle notti migliori di Shanghai. E sente le proprie labbra screpolate, ma non ha tempo di usare il suo burro di cacao, le sue creme per le mani e per il viso, deve agire e ragionare in fretta.Osserva qualche turista, chiede un’informazione a una vecchia signora che trova indaffarata a scendere da una bicicletta che sta in piedi per miracolo. La ragazza pensa che gli abitanti di Beijing siano quasi provinciali nella loro vita calma, nelle loro passeggiate languide e nelle loro stanche letture dei giornali inseriti nei grandi espositori per strada, nei parchi, nelle piazze. Non capisce il gusto di leggere di politica. Non capisce cosa abbiano da capire. Specie quando la loro città cambia ogni giorno, sotto i colpi delle gru e dei martelli che spaccano le pietre dei marciapiedi, per ridurne le dimensioni e aumentare il verde. La società armoniosa deve essere più verde. Un cinese può essere motivato solo dai soldi, non dall’ambiente.
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July 19th, 2007

Giardini Pensili

Andrea fa il giardiniere. Ogni giorno passa aiuola dopo aiuola, parco dopo parco, siepe dopo siepe, accudendo e vedendo cresce foglie, e rami, e arbusti, piccole costruzioni improvvisate dal torcersi dei rami e dall’incrociarsi delle foglie. Si e’ abituato a questo suo giro quotidiano, e’ diventata giorno dopo giorno una routine di cui probabilmente non riuscirebbe a fare a meno.
Il regno vegetale e’ diventata una sua seconda natura, che lo accompagna nel modo di vedere le cose, nel modo in cui interpreta la vita e le decisioni da prendere. E’ una scelta difficile, che obbliga ad alzarsi presto la mattina e andare a letto tardi la notte, le mani sporche di terra e segnate dallo sforzo di accudire la forza profonda dei tronchi e la delicatezza soffice delle foglie e dei fiori.
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June 4th, 2006

15 agosto

L’aria era leggermente fresca, ma nonostante questo le zanzare continuavano a scassare la minchia. Giuliano osserva, seduto al tavolino del bar, la macchina all’inizio della strada.
Sta scendendo una biondina niente male. Scava leggermente con lo stuzzichino, una leggera grattata al pacco e gli parte il fischio delle grandi occasioni.
La biondina, raccogliendo una borsa dal retro della macchina, lo guarda con una smorfia.
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August 15th, 2005

14 agosto

Il quartiere me lo sono scelto dopo qualche giorno di indagine. Ho girato un po’, ma li’ c’e’ il numero piu’ alto di portoni aperti e nei portoni il numero piu’ alto di cassette postali ricolme di lettere, pubblicita’ e robe del genere.
Ho fatto qualche giro e ho visualizzato il numero, il 17. In culo alla sfiga, non sono superstizioso. Ho fatto un giro nel pomeriggio per visualizzare anche l’interno, ho optato per un numero insignificante, il 6.
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August 14th, 2005

13 agosto

Quando un bar e’ aperto da poco, inutile che chiuda alla prima possibilita’ di andare in vacanza. Specie se nel bar si devono ricreare dei giri di un certo tenore. E poi tutto il mese ormai, ci sono sti sbirretti parcheggiati in giro. E’ divertente, chi legge il giornale, chi si guarda le unghie, chi chiacchiera stancamente. Sono talmente distratti che manco si accorgono di un ragazzino che sta pisciando sulla ruota della macchina che hanno lasciato parcheggiata qualche metro indietro.
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August 13th, 2005

Tornare

Tornare a Milano dopo tanti mesi che non ci sei stato e’ un rito che ha qualcosa di estremamente sensibile. Tornare a Milano significa attraversarla e riprendere contatto con ogni singolo centimetro di asfalto, il novantanove per cento dei quali non sara’ cambiato di una virgola.
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August 10th, 2005

E i Carabinieri?

A Milano hanno seccato due persone. un carabiniere e un dottore. è da un giorno che la menano, ma non si sa ancora se era psicologo o psichiatra, il dottore. era un tipo buono. il suo assassino non si sa ancora chi sia, dice la giornalista di un telegiornale che si chiama studio aperto che fanno vedere un sacco di tette con la scusa del gossip.
il medico ucciso era buono. andava a vedere i presepi dei vicini. frequentava la parrocchia.
per non parlare del carabiniere: un continuo menarla con quanto era buono. Sara’. Mi dispiace molto per la famiglia del dottore.
questo killer, francamente, era gia’ il mio idolo.
ancora il telegiornale.
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July 10th, 2005

Sbirro più Sbirro meno

Non tutto e’ come sembra. Anzi molte cose sono spesso semplici insegne per chi ci vuole credere. Come quelli che pensano che fare una rapina adesso e’ molto piu’ difficile di trent’anni fa. E’ la stessa identica cosa, ci vuole lo stesso fegato a fare una dura e hai le stesse identiche probabilita’ di passarla liscia.
Via Faenza e’ una piccola via dietro la stazione di Santa Maria Novella. Da un lato sbuca sulle trafficate vie del centro, dall’altro su alcune larghe vie che portano ai viali, passando per una caserma.

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June 28th, 2005

Creative
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