La Ragazza è Senza Nome

La ragazza è senza nome e porta una gonna corta e larga bianca. Va di moda a Shanghai, a Beijing è un lusso, una specie di avanguardia. Si guarda in giro, l’uomo la stava seguendo, ma è entrata in una zona fatta di viuzze strette, tra vecchie case di pietra, ancora lucide, ma in cui il passare degli anni si può ancora toccare, specie allungando furtivamente le mani sui portoni leggermente aperti. Panni stesi, vapori, odore di cibo. Probabilmente l’uomo ha deciso di starle più a distanza, hanno molti modi per pedinare la gente, questo sembra fare il proprio lavoro con metodo. Fa troppo caldo, all’una a Beijing il caldo ti asciuga le ossa, talmente è secco e assordante il calore del sole. Ma almeno si vede, il sole. Avrebbe bisogno di guardarsi allo specchio, contemplare la propria pelle, è preoccupata di avere le occhiaie e invece vorrebbe essere scintillante come nelle notti migliori di Shanghai. E sente le proprie labbra screpolate, ma non ha tempo di usare il suo burro di cacao, le sue creme per le mani e per il viso, deve agire e ragionare in fretta.Osserva qualche turista, chiede un’informazione a una vecchia signora che trova indaffarata a scendere da una bicicletta che sta in piedi per miracolo. La ragazza pensa che gli abitanti di Beijing siano quasi provinciali nella loro vita calma, nelle loro passeggiate languide e nelle loro stanche letture dei giornali inseriti nei grandi espositori per strada, nei parchi, nelle piazze. Non capisce il gusto di leggere di politica. Non capisce cosa abbiano da capire. Specie quando la loro città cambia ogni giorno, sotto i colpi delle gru e dei martelli che spaccano le pietre dei marciapiedi, per ridurne le dimensioni e aumentare il verde. La società armoniosa deve essere più verde. Un cinese può essere motivato solo dai soldi, non dall’ambiente.
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July 19th, 2007

Giardini Pensili

Andrea fa il giardiniere. Ogni giorno passa aiuola dopo aiuola, parco dopo parco, siepe dopo siepe, accudendo e vedendo cresce foglie, e rami, e arbusti, piccole costruzioni improvvisate dal torcersi dei rami e dall’incrociarsi delle foglie. Si e’ abituato a questo suo giro quotidiano, e’ diventata giorno dopo giorno una routine di cui probabilmente non riuscirebbe a fare a meno.
Il regno vegetale e’ diventata una sua seconda natura, che lo accompagna nel modo di vedere le cose, nel modo in cui interpreta la vita e le decisioni da prendere. E’ una scelta difficile, che obbliga ad alzarsi presto la mattina e andare a letto tardi la notte, le mani sporche di terra e segnate dallo sforzo di accudire la forza profonda dei tronchi e la delicatezza soffice delle foglie e dei fiori.
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June 4th, 2006

Break Fast War

Dopo un mese era ormai diventata una routine. Svegliarsi la mattina nella camera dell’hotel a quattro stelle, vestirsi in fretta, scendere e fare colazione. Il buffet, un panino, una brioche, un po’ di marmellata di ciliegie (che non si riusciva mai a sapere in anticipo in quale dei contenitori di ceramica bianca sarebbe stata messa), un po’ di burro, lo yogurt, il the alla menta, un bicchiere di apfelsaft.
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February 12th, 2006

Il Fiato Corto della Temperanza

Un fotografo stava vivacemente richiamando uno sbirro, girato di schiena e intento a sfumazzare una sigaretta con la mano destra, tenendo la sinistra lievemente appoggiata al palo, che reggeva il nastro, messo per chiudere la zona a ficcanso e non addetti ai lavori.
Paolo Romani, mani in tasca e sguardo beffardo, osservava appoggiato alla portiera della sua auto, parcheggiata poco lontano dalla casa. Paolo Romani, professione cronista sportivo, sapeva aspettare e sapeva capire il momento buono per ottenere informazioni. In poco tempo, questa la considerava una sua abilita’, come dire, conclamata, sapeva osservare un numero di particolari piuttosto elevato e, prendendosi un poco di tempo, rielaborarli per capire il modo giusto per intervenire.
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October 7th, 2005

La Mala ordina: il Genoa in C

01

– La guardia di chi?
– Quella del benzinaio ti dico.
– Ma che minchia dici?
– E allora no.
Eravamo in un bar patrizio del centro, davanti al palazzo ducale, o dietro, che non ho mai capito qual e’ il davanti e quale il dietro.
Luca mi sta parlando di cosa sta inandiando, da una settimana a questa parte. Di fianco a me c’e’ Michela che di solito mi aiuta per casi intricati, non per perizie psichiatriche.

Luca e’ un mio vecchio amico di infanzia, mi aveva chiamato in ufficio qualche giorno prima per darmi questo appuntamento. Ho chiesto ci vedessimo al Bar Fly, che c’e’ un casino terribile sempre, ma vado li’ da solo, mi rinconglionisco con birra e musica altissima e mi concentro e riesco a mettere in fila le informazioni.
Luca mi ha chiamato per dargli una mano, che ha una pista sicura, che ne e’ certo ha messo il naso in qualcosa di grosso, che riguarda la retrocessione in C, per illecito sportivo del Genoa, che la combine e’ una stronzata, non c’entra niente.
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August 20th, 2005

C’è un Pezzo di Luna a Milano

C’e’ un pezzo di luna a Milano. So che non ci credete, ma vi giuro che e’ vero.
E non e’ la luna che ci hanno mostrato dal 1969 sui libri, in televisione, al cinema e in ogni altro angolo della nostra bistrattata immaginazione. E’ proprio la luna che popolava i nostri sogni ancora troppo poco eruditi per essere banali e serializzati.
C’e’ un pezzo di luna a Milano. Dura pochi giorni. E poche ore in quei giorni. Ma se avete fortuna potete trovarlo anche voi.
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August 17th, 2005

15 agosto

L’aria era leggermente fresca, ma nonostante questo le zanzare continuavano a scassare la minchia. Giuliano osserva, seduto al tavolino del bar, la macchina all’inizio della strada.
Sta scendendo una biondina niente male. Scava leggermente con lo stuzzichino, una leggera grattata al pacco e gli parte il fischio delle grandi occasioni.
La biondina, raccogliendo una borsa dal retro della macchina, lo guarda con una smorfia.
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August 15th, 2005

14 agosto

Il quartiere me lo sono scelto dopo qualche giorno di indagine. Ho girato un po’, ma li’ c’e’ il numero piu’ alto di portoni aperti e nei portoni il numero piu’ alto di cassette postali ricolme di lettere, pubblicita’ e robe del genere.
Ho fatto qualche giro e ho visualizzato il numero, il 17. In culo alla sfiga, non sono superstizioso. Ho fatto un giro nel pomeriggio per visualizzare anche l’interno, ho optato per un numero insignificante, il 6.
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August 14th, 2005

13 agosto

Quando un bar e’ aperto da poco, inutile che chiuda alla prima possibilita’ di andare in vacanza. Specie se nel bar si devono ricreare dei giri di un certo tenore. E poi tutto il mese ormai, ci sono sti sbirretti parcheggiati in giro. E’ divertente, chi legge il giornale, chi si guarda le unghie, chi chiacchiera stancamente. Sono talmente distratti che manco si accorgono di un ragazzino che sta pisciando sulla ruota della macchina che hanno lasciato parcheggiata qualche metro indietro.
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August 13th, 2005

Cielito Lindo

Gianni tiro’ fuori una bottiglia di bianco ghiacciato. Si avventarono tutti sui bicchieri. Piero li fermo’. Aspettate, dobbiamo capire tutto bene, poi si beve.
Erano in sei e lui, Piero, era il capo.
Stavano tutti zitti.
Parla Francesco, il magro. Cioe’?
Cioe’, dice Piero, e’ cambiato qualcosa.
Cosa, quasi un coro.
Allora, prima di farci il venezuelano dobbiamo fare un altro colpo.
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August 12th, 2005

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