Bei Tempi

Dammi quei cazzo di soldi.
La puttana continuava a guardarlo con aria di sfida: le diede un calcio sulle ginocchia e quando fu a terra, tiro’ fuori dalla borsa i soldi.
Le sputo’ addosso e usci’ dall’angusta entrata del piccolo appartamento. Sole. chinga tu madre, sole di merda.
Amava il vento, il cielo grigio, e un’ombra chiara a legittimare i suoi occhiali da sole.
Sto sole di merda, pensava mentre cercava riparo tra le mura di vicolo san bernardo, poi pollaiuli, san lorenzo. Fuori dal suo territorio si sentiva piu’ rilassato, niente controlli, niente paranoie, sbirri che puoi guardare in faccia con aria tranquilla, senza mettere mano al ferro.
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August 12th, 2005

Tornare

Tornare a Milano dopo tanti mesi che non ci sei stato e’ un rito che ha qualcosa di estremamente sensibile. Tornare a Milano significa attraversarla e riprendere contatto con ogni singolo centimetro di asfalto, il novantanove per cento dei quali non sara’ cambiato di una virgola.
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August 10th, 2005

A vöeri no

Venti franchi non erano poco nel giugno 1894, lo sapeva. Il capo quella mattina non aveva esagerato più del solito a rimbrottarlo e ricordargli che nella vita bisogna lavorare.
Pensava del resto che questa volta non se la sarebbe cavata con pochi mesi di prigione. Uscendo, si girò ancora una volta verso la panetteria, attraversò la strada e si incamminò verso un negozio. Il paesaggio non gli ricordava Milano neanche per un po’. Il gesto invece si, gli ricordava l’Italia, i compagni, la fuga, le urla.
Faceva caldo, sudava, ma lievemente. Aveva il tipico sudore dell’agitazione: caldo, freddo, poi ancora caldo. Le mani sudate, gli occhi costantemente ad asciugarsi con rapidi movimenti della maglietta.
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August 4th, 2005

Banditi e Pezzi

Eh ti, bambin, te parlet semper delle dure… le dure de chi, le dure de la’, ma te capis’ nagot. te’l disi mi! te set un bauscia come to padre….
Le dure eranno mica uno scherzo, te’l dis vun che le ha fatte, bambin! La gente ci lasciava le penne sul serio, non come nei racconti che leggi o nei film che vanno tanto di moda adesso anche se li hanno fatti trent’anni fa. Te set’ che vuol dire morta? Stecchita? Lo hai mai visto un morto? Io si, per cui sta buono li e sculta…

Eravamo in quattro: io, lo shuz, il bamba e il nuvolari. Tutti e tre eravamo di Milano, tranne lo shuz, che era del posto. Fare le rapine negli anni 70 non era difficile, ma c’erano posti e posti, e per noi delle batterie fare la cosa piu’ difficile era una sfida che non potevamo non bancarci. Valeva la pena anche se non c’era da guadagnarci un cazzo di niente. E farle in citta’ o nei paesini vicino alle citta’ era una cosa, ma farle in alcune regioni in cui delle dure non sapevano un cazzo poteva essere un incubo oppure liscio come l’olio. Non c’era modo di saperlo prima.
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July 25th, 2005

E i Carabinieri?

A Milano hanno seccato due persone. un carabiniere e un dottore. è da un giorno che la menano, ma non si sa ancora se era psicologo o psichiatra, il dottore. era un tipo buono. il suo assassino non si sa ancora chi sia, dice la giornalista di un telegiornale che si chiama studio aperto che fanno vedere un sacco di tette con la scusa del gossip.
il medico ucciso era buono. andava a vedere i presepi dei vicini. frequentava la parrocchia.
per non parlare del carabiniere: un continuo menarla con quanto era buono. Sara’. Mi dispiace molto per la famiglia del dottore.
questo killer, francamente, era gia’ il mio idolo.
ancora il telegiornale.
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July 10th, 2005

Panchumi e le Arselle

Genova, compagni, e’ citta’ storica per il socialismo.
Stavo ora ora rimembrando l’entrata della sala Sivori, antico luogo, poco vicino alla prefettura, di tante battaglie dialettiche. Dico questo perche’ il secondino, che ha letto la mia corrispondenza, mi ricordava qualcosa a proposito dell’avvento del Partito che io, a suo modesto parere, avevo tralasciato.
Orbene, la sala Sivori, questa sala cui si arriva dopo la rapida salita di Santa Caterina, a sua volta raggiungibile dal mare tra carruggi in salita che portano a piazze fontane marose.
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July 5th, 2005

Panchumi e il Caso Caviale

Al Comitato Centrale della Rivoluzione Imminente
Al Carrozzone
Agli Appoggiati

– La lotta continua, compagni, aspettate che mi finisco il caviale…

Pieta’! Questo hanno dovuto sentire le mie orecchie proletarie dal lobo a golfo in direzione orizzontale.
Compagni, procediamo con ordine.
Mi trovo a Portofino, giro tra le viuzze come un disperato. Entro nei bar e i baristi mi dicono, no, non puo’ vendere rose qui dentro.
A me!
Poco prima di entrare in Azione, peraltro!
Compagni riordino i fatti.
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July 1st, 2005

Sbirro più Sbirro meno

Non tutto e’ come sembra. Anzi molte cose sono spesso semplici insegne per chi ci vuole credere. Come quelli che pensano che fare una rapina adesso e’ molto piu’ difficile di trent’anni fa. E’ la stessa identica cosa, ci vuole lo stesso fegato a fare una dura e hai le stesse identiche probabilita’ di passarla liscia.
Via Faenza e’ una piccola via dietro la stazione di Santa Maria Novella. Da un lato sbuca sulle trafficate vie del centro, dall’altro su alcune larghe vie che portano ai viali, passando per una caserma.

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June 28th, 2005

Milano e le Barche

Era una calda mattina di meta’ giugno. L’effetto serra era ancora poco noto nei giornali a meta’ degli anni 80 per poter essere usato come termine di paragone, ma se avesse potuto saperlo, Diego avrebbe detto che quella giornata era la prova definitiva delle teorie ecologiste.
Non volava una mosca a Milano. Non sentivi un alito di vento neanche soffiando contro uno specchio o accendendo il ventilatore. Quasi sembrava che qualsiasi brezza si levasse, meccanica, elettrica o naturale che fosse, venisse inghiottita istantaneamente dall’afa e dall’umidita’. Forse la percentuale di acqua nell’aria era cosi’ alta da necessitare un continuo input di vapore per riuscire a evitare che tutti gli esseri umani si trasformassero in pesci e cominciassero a dover respirare con branchie anziche’ polmoni.

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June 26th, 2005

Il Compagno Panchumi e il Caso Autistici

* Non una questione privata,
una questione di privacy.
sul caso: autistici.org

.01
25 giugno 2005
Comitato Centrale Rivoluzionario Del Popolo Inergalattico,
Carrozzone,
la situazione si fa seria.
La longa manus del latinorum repressore arriva anche dove meno il carrozzone se lo aspettava. A volte, oh miei compagni del comitato rivouzionario, vengo tacciato di veterume quando ardisco a mettere in dubbio le capacita’ reali del Carrozzone di utilizzare i moderni strumenti di comunicazione di massa.
Non sono mica mezzi di produzione! (O no? Chiedo al comitato degli Appoggiati un responso).

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June 25th, 2005

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