Tanger a Zena

ho un amico che una volta mi ha raccontato una storia interessante. a me piacciono le storie. mi piace sentirle raccontare, leggerle. anche guardarle. al cinema a me non è che mi frega un granché se è girato bene o male il film, mi interessa che la storia sia bella. poi se è una merda, cinematograficamente parlando, non mi interessa. mi piacciono i dialoghi, lo slang, le battute sottili e le parolacce, spesso. questo mio amico le sa anche raccontare bene le storie.

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June 14th, 2005

Chiuso per Amore del Vento

Le citta’ non dimenticano. Cambiano pelle, crescono, aggiungono strade, quartieri, infrastrutture, ma non dimenticano.
Genova nel 2005 e’ una citta’ diversa mille volte da Zena nel 1211, ma ogni singolo trascorso rimane li’, adagiato su quello precedente, un volto sopra l’altro, senza sosta. Come nella mia memoria rimangono strade che non esistono piu’, piazze che hanno cambiato mille nomi, carruggi che sono diventati quasi viali e crepe che sono diventate carruggi, affreschi che sono scomparsi, sostituiti da soggetti piu’ recenti, o addirittura croste dell’ultima ora, buone per turisti squattrinati e guide da quattro soldi, cosi’ nella memoria della Lanterna rimane ogni passaggio, fin nell’ultimo dettaglio, vivido quanto piu’ vive sono state le emozioni che si sono legate a ogni frammento di una citta’ scomparsa nelle pieghe del tempo.

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June 13th, 2005

Lupi e Sciacalli

Camminare per le strade di Genova una sera di quasi estate fa un effetto strano. Un momento sei sommerso di persone, odori, lingue, colori e il secondo dopo potresti essere l’unico abitante di una antica citta’ disabitata. E’ per questo che e’ cosi’ sottile a Genova il velo tra quello che si percepisce
e quello che si vede, tra le realta’ possibili e quelle praticabili. Ed e’ per questo che mi aggiro per queste strade, annusando l’aria e riempiendo i polmoni di quella poca magia che resta.

Piazza Banchi e’ animata solo da quei tre o quattro vagabondi accompagnati dal solito cane e da un paio di cartocci di vino. Degli “lavori in corso” ne rovinano il viso aperto, una qualita’ cosi’ rara in questo luogo di carruggi.

– Ogni volta che scavano dieci centimetri sembrano trovare un pezzo di antichita’ incredibile, belin. Ma se Zena ha praticamente iniziato ad esistere nel mille e cento. Bah!
Costeggio le sottili reti metalliche degli scavi e arrivo nell’affollatissima Caricamento, i bar con musica di ogni etnia e le panchine ingombre di persone… Una nuova cazbah per una citta’ che ne ha viste mille e una…
Sedersi sulla panchina, guardare le persone passare, sedersi, bere, scambiare due parole, aspettare un gancio, ripartire, tornare, occhi puntati su di te, puntati sugli altri, puntati sui canazzi che stazionano fissi lontano dalle panchine, vicino ai loro blindati sotto la sopraelevata, come a guardare il Porto Antico dall’invasore barbaro, ultimi baluardi dell’italica virtu’.
Antico poi… come se uno chiunque di quelli che l’hanno ammodernato avesse una piu’ pallida idea di cosa vuol dire antico.

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June 12th, 2005

Il Compagno Panchumi in Missione a Istanbul

>>>>>>>>> treno milano-istanbul . 25 maggio 2005 . h 01.00
Dest: OMISSIS
Oggetto: missione in turchia per l'agitazione delle masse proletarie milanesi

Sto raggiungendo nottetempo la cittadina turca di Istanbul. Già nostri avi si fregiarono della gloria di questa città per forgiare la propria potenza. Ora, a questo umile servo del comitato rivoluzionario, è concesso ritornare su questi luoghi per una missione importante tanto quanto ricomporre gli Imperi Romani.
Domani mattina di buon ora il Carrozzone mi ha combinato un incontro con le più alte sfere dei poteri  che si giocheranno nella serata il tutto per tutto in una riunione supersegreta.
Ho trovato quantomeno strano che il luogo del conciliabolo sia lo spogliatoio dello stadio, ma le vie del comitato rivoluzionario sono imperscrutabili. Come anche l’igiene degli spogliatoi, ma tant’è Se tutto procede per il verso giusto la mente diabolica del soviet supremo non potrà deludere tutte noi, masse proletarie.

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May 27th, 2005

Il Compagno Panchumi e la Bottiglia di Orzata, dove galleggia Milano (cap. IV-V-VI)

4.


Bene. I clochard procedono nella loro splendida e determinata organizzazione. Hanno saputo re-integrare i tre guardiani, anch’essi clochard, nelle loro fila, garantendo che non ci sarebbero state ritorsioni, visto il loro passato da “aguzzini della borghesia”. Un comportamento che a noi, compagni, lascia piuttosto perplessi, ma che evidenzia quell’afflato etico che solo la classe dei clochard puo’ avere. Per ora lasciamo fare, prima o poi verra’ il nostro momento.

Questi clochard hanno fatto richieste esplicite al Carrozzone giunto sul luogo la sera del golpe militare-politico (il Carrozzone era composto dalla solita ventina di rivoluzionari): cibo, vestiti, una chitarra.
Pieta’!
Seguiranno aggiornamenti. Mandate del cibo che sara’ necessario per affrontare il momento, che gia’ prevedo, della controrivoluzione.
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May 27th, 2005

Il Compagno Panchumi e la Bottiglia di Orzata, dove galleggia Milano (cap. I-II-III)

* la bottiglia di orzata dove galleggia Milano e’ tratto da La domenica delle Salme di Fabrizio De Andre’: orzata, Milano, a sottolineare la scomposita’ della Milano Da Bere.

Il compagno Panchumi e’ un archetipo ripreso dalla letteratura satirica armena. Il compagno Panchumi rappresenta (nell’originale Panchuni) l’ottusita’ – non malvagia in se’ – ma comunque dannosa del funzionario stalinista di provincia. In questo caso vuole rappresentare l’ottusita’, non tanto di persone reali, quanto di pratiche e metodologie insite nel Movimento dei Movimenti, o quel che ne resta o quel che e’.
In quel caso ogni riferimento NON e’ puramente casuale.

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May 27th, 2005

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