||  »

Il Compagno Panchumi e la Bottiglia di Orzata, dove galleggia Milano (cap. I-II-III)

* la bottiglia di orzata dove galleggia Milano e’ tratto da La domenica delle Salme di Fabrizio De Andre’: orzata, Milano, a sottolineare la scomposita’ della Milano Da Bere.

Il compagno Panchumi e’ un archetipo ripreso dalla letteratura satirica armena. Il compagno Panchumi rappresenta (nell’originale Panchuni) l’ottusita’ – non malvagia in se’ – ma comunque dannosa del funzionario stalinista di provincia. In questo caso vuole rappresentare l’ottusita’, non tanto di persone reali, quanto di pratiche e metodologie insite nel Movimento dei Movimenti, o quel che ne resta o quel che e’.
In quel caso ogni riferimento NON e’ puramente casuale.

1. Il compagno Panchumi riferisce al comitato rivoluzionario.

Uno ha il fare del leader naturale. L’altro sembra piu’ Maulussene, un semplice capro espiatorio, dapprima protagonista, poi sulla cenere. Suo malgrado, meritatamente. Compagni, capirete nei dettagli allegati sotto appendice segretissima A. Sono i due abitanti del dormitorio di Maggianico che vengono a risuonare la fanfara rivoluzionaria nella torbida esistenza dell’attivismo per l’attivismo.
“Il dormitorio chiude, noi siamo in centocinquanta e pensavamo di occuparlo”.
I compagni presenti sono una quindicina. Alcuni leggono i giornali, sembrano non essere interessati, che si sa, i bifolchi, questi Lumpen…non sono mica affidabili.
Saremo una quindicina. Zitti.
Qualcuno sussurra “E poi?”
“E poi? Lo autogestiamo no?”.
Sguardi che si incrociano, orecchie che si sturano, proclami mentali che partono. Qui, compagni c’e’ odore di anarchia, di radicalismo! Loro proseguono nelle loro disquisizioni: pare abbiano gia’ creato divisioni e sottodivisioni con obblighi e compiti precisi, come solo Leone Trotsky ha saputo fare, in seno all’armata rossa. Mi ricredo, sono autentici compagni.
Mi convinco di questo nonostante il loro lessico da bifolchi: autogestione, gruppi di responsabilita’, ruotabilita’ dei turni. Affermano questo, con nonchalance da neofiti, presi dall’entusiasmo di essere di fronte a un momento storico per l’intera classe clochard alla ricerca della Santa Allenza con le masse proletarie, precarie e cognitarie!
E noi, compagni del comitato, siamo i loro prescelti.
Immediatamente ci siamo attivati: un compagno, facilmente scambiabile per uno dei gia’ menzionati clochard (termine aulico che decidiamo di adottare in onore della sagacia e astuzia rivoluzionaria dei lumpen), si inoltrera’ in missione di massima segretezza presso il dormitorio, a studiarne geografia e logistica. Nel caso di riconoscimento da parte delle forze reazionarie decidiamo che puo’ scattare l’azione decisa. Nel caso di tafferuglio si prepara un volantino per l’occasione, in cui:
– si specifica che la questione e’ metropolitana.
– si trovano persone per strada cui chiedere la firma.

A questo in ogni momento si deve pensare: agli equilibri per stabilire chi debba comandare quelle duemila persone che rappresentiamo (mi riferisco ai dati de Il Manifesto in occasione dell’ultima manifestazione delle forze rivoluzionarie supreme).
I clochard, il mondo reale, sono semplicemente pedine tattiche il cui riscontro va fatto pesare all’interno del vero gioco politico: quello inter nos.
Questo ho ricordato ai nostri compagni, dopo aver congedato i clochard.
Seguira’ rapporto post sopralluogo.
Mandateci qualche cosa da mangiare. Saranno giorni intensi!

2.

Il sopralluogo e’ andato nel modo migliore. Stasera l’operazione scattera’. Sono gia’ stati attivati compagni da ogni parte del globo. Pare che dal Brasile partano stanotte. Abbiamo mosso centocinquanta giornalisti, gia’ allertati e succosamente tirati in gioco dalla nostra propaganda ineffabile. Il nostro Carrozzone e’ pronto a sfidare il perfido stivale repressivo nazionale e il perfido Albione, sempre che Progest – il capitale finanziario a difesa degli interessi borghesi – sia effettivamente di origini inglese. Verificheremo. Lo stabile e’ facilmente conquistabile e difendibile. A margine delle manovre militari che hanno risvegliato in noi il sacro fuoco delle partite a risiko nelle piovose notti invernali della metropoli, abbiamo anche ragionato su come porci rispetto a questi clochard. Alcuni di noi, una frangia minoritaria su cui la mia attenzione e’ da tempo posta, per tendenze anarchiche del gruppo, ha convinto il resto a mantenere un tattico atteggiamento di distacco, di semplice solidarieta’.
Abbiamo accettatto, ben sapendo che le cose si decidono sul campo, non certo in una calda e accogliente birreria decadente! E’ un momento importante, sento muovere strane palpitazioni agli sguardi riportati dal sopralluoghista. Un’ atmosfera compatta, potenzialmente incontrollabile, ma straordinariamente autentica.
Nell’ottusita’ delle nostre vite, si fa fatica a riconoscere la realta’, mi ha sussurrato uno del “gruppetto che so gia’ complottante”.

3.

Ci siamo. Siamo dentro. O meglio siamo fuori. A controllare che le operazioni immediate rappresentino cio’ che a tavolino ci si era predetto. Va tutto nella direzione corretta. Alcuni di noi affrontano la Repressione in modo convincente, unitamente ai clochard che gestiscono in modo oserei dire, autoorganizzato, ogni fase del processo di autogestione.
Qualcuno prova a interrompere il loro monologo con uno striscione di chiara matrice rivoluzionaria, che viene immediatamente sostituito, da due ospiti del dormitorio.
I due clochard ridono e quando passano vicino a me, esclamano “Facciamo partire la cassa comune!”
Sono una macchina che sembra muoversi in questo modo da molto tempo. Con estrema naturalezza. Eppure la loro preparazione e’ a dir poco scadente. Hanno chiesto dei libri, ho portato “La questione delle abitazioni” del compagno Engels e loro hanno preferito Jorge Amado.
Parlo con Spielberg, uno dei clochard, amante del cinema, gli propongo film di propaganda imperdibili. Ma niente.
Lui vuole action, versante sul quale ci si trova decisamente impreparati.
Spielberg mi racconta l’atmosfera della sera prima- da perfetto futuro sceneggiatore impegnato, organico al movimento dei movimenti. Di grande convinzione e di grande paura.
Mi sono gia’ segnato il suo nome. Nel momento di caduta della lotta, se ci sara’, potra’ essere dei nostri!
Qui c’e’ pieno di matti, esclama, prima di andarsene.
Immagino gia’ l’etico approccio dei miei sospetti anarchici.
In ogni caso, la rivoluzione e’ partita, che la Fama ne decida la sorte per il mondo!

[continua]

May 27th, 2005

Comments are closed.

Creative
    Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.5 License.

Per la grafica del sito e delle impaginazioni in PDF: thanks to nois3lab.v3 (cc) 2001