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Il Compagno Panchumi in Missione a Istanbul

>>>>>>>>> treno milano-istanbul . 25 maggio 2005 . h 01.00
Dest: OMISSIS
Oggetto: missione in turchia per l'agitazione delle masse proletarie milanesi

Sto raggiungendo nottetempo la cittadina turca di Istanbul. Già nostri avi si fregiarono della gloria di questa città per forgiare la propria potenza. Ora, a questo umile servo del comitato rivoluzionario, è concesso ritornare su questi luoghi per una missione importante tanto quanto ricomporre gli Imperi Romani.
Domani mattina di buon ora il Carrozzone mi ha combinato un incontro con le più alte sfere dei poteri  che si giocheranno nella serata il tutto per tutto in una riunione supersegreta.
Ho trovato quantomeno strano che il luogo del conciliabolo sia lo spogliatoio dello stadio, ma le vie del comitato rivoluzionario sono imperscrutabili. Come anche l’igiene degli spogliatoi, ma tant’è Se tutto procede per il verso giusto la mente diabolica del soviet supremo non potrà deludere tutte noi, masse proletarie.

>>>>>>>>> Istanbul . 25 maggio 2005 . h 9.00
Dest: OMISSIS
Oggetto: missione compiuta

Incontratomi con i nostri emissari italiani e inglesi, ho concordato la strategia per consentire alle masse proletarie una insurrezione vincente. stop.
Nell’ora dei boati dell’ondata di ignoranza sportiva, si aggiungeranno alle voci dei tifosi rossoneri, anche le voci della rivoluzione.
La furia calcistico-comunista sarà l’armata che ci condurrà alla libertà. Le masse proletarie, nel confuso dominio dei senza tetto, sono pronte a prendere il potere. stop
Il dado è tratto. stop
Devo ammettere che parlare come Giulio Cesare in un telegramma mi suona ridicolo, ma mi inchino alla forma che il comitato ha scelto per comunicare. STOP

>>>>>>>>> Istanbul . 25 maggio 2005 . h 21.30

La faccia del compagno Panchumi si contrae in una smorfia di dolore al secondo gol di Crespo nella finale di Champions League. Ma la fiducia che egli ripone nella sagacia del Carrozzone è illimitata. Non dubitare MAI e adeguarsi sempre, o qualcosa del genere, sa essere il motto necessario, lo spirito improrogabile e di kantiana memoria (non ne è sicuro ma fa figura dimostrarsi al di sopra della diatriba hegel-kant come già dimostrato in ampie fette di momenti collettivi).

>>>>>>>> Istanbul . 25 maggio 2005 . h 22.15

Ora il viso del compagno Panchumi sembra essere quello di un uomo al suo 10 orgasmo consecutivo. Il 3 a 3 segue esattamente il disegno occulto del comitato.
Già immagina i bagni di urla e potere che aspettano le masse operaie. Adesso è solo questione di attendere

>>>>>>>> Istanbul . 25 maggio 2005 . h 23.00

Più la tensione si protrae in terra turca, più le masse proletarie si armano allo scontro. Il compagno Panchumi si inchina al genio. Guarda una per una le azioni dagli spalti e si chiede se possa esistere armonia più perfetta che la volontà delle masse proletarie pronte a prendere il potere, seppur sfruttando il circenses del calcio moderno.

>>>>>>>> Istanbul . 25 maggio 2005 . h 23.30

Lo ha visto. Ne è sicuro. Il ghigno malefico sul viso di quel menscevico di Andrej Shevchenko. Lui ci aveva creduto. Già elle sue orecchie risuonavano i boati liberatori delle masse proletarie. E invece il traditore menscevico ha deciso di sbagliare il rigore mandando in fumo tutto e di stravolgere la geniale
armonia del piano del comitato centrale.
Anni e anni a infiltrare il Carrozzone fino a dentro la curva dei barbari rossoneri per poi mancare l’afflato al momento più importante della carriera.
Il compagno Patchumi e’ desolato e disperato, pensando ai prossimi cupi anni di solitudine e sfiga.

>>>>>>>>> treno istanbul-milano . 26 maggio 2005 . h 05.00
Dest: OMISSIS - Segretario del Carrozzone
Oggetto: rapporto dinnanzi al comitato rivoluzionario sulla missione turca.

La missione assegnatami ha incontrato insoverchiabili forze che hanno impedito il felice compimento di essa. I menscevichi sono riusciti nell’intento di rallentare la presa del potere da parte delle masse proletarie.
Il compagno Patchumi rientra alla base di Maggianico per riprendere in mano il lento lavoro che trasformerà questo poco materiale umano in una legione avanzata per il comunismo libertario (applausi, grazie).
Abbiamo compreso che il comitato voleva mettere alla prova questo suo umile servo per estirparne ogni senso di iniziativa e permettere il corretto, banale, noioso, mortale lavoro quotidiano di routine. Chiniamo il capo pronti a eseguire la prossima incredibile mossa. Go Reds Go.
Vedete anche voi che non riesco a dimenticare la parola d’ordine che abbiamo usato in quella che poteva essere lo splendore bizantino della rivoluzione proletaria.

May 27th, 2005

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