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Sbirro più Sbirro meno

Non tutto e’ come sembra. Anzi molte cose sono spesso semplici insegne per chi ci vuole credere. Come quelli che pensano che fare una rapina adesso e’ molto piu’ difficile di trent’anni fa. E’ la stessa identica cosa, ci vuole lo stesso fegato a fare una dura e hai le stesse identiche probabilita’ di passarla liscia.
Via Faenza e’ una piccola via dietro la stazione di Santa Maria Novella. Da un lato sbuca sulle trafficate vie del centro, dall’altro su alcune larghe vie che portano ai viali, passando per una caserma.

A meta’ della via, una vietta dove il parcheggio e’ solo nominalmente riservato ai residenti collega questo carrugio toscano al parcheggio della stazione.
E’ una via di hotel e case di lusso, se si eccettua qualche ristorante e un bar.
Ero li’ seduto sulla veranda con tavolini e sedie di alluminio dell’unico bar della via, chiuso per afa. Una sera poco dopo ora di cena.
Nella via non passava nessuno, i turisti appena rientrati negli hotel e gli abitanti appena tornati a casa dal lavoro o in vacanza stavano cucinandosi il meritato pasto, almeno dal loro punto di vista.
Non e’ una via malvagia perche’ nonostante sia nel centro non e’ particolarmente rumorosa , in particolare se non sta passando un anima. Le insegne luminose di hotel e ristoranti non riflettono sul pave’ i loro colori al neon che disturbano la vista, grazie alla luce gialla dei lampioni che bastano e avanzano per tutta la larghezza della via.
Di giorno e’ piu’ rumorosa, motorini, macchine che aggirano i sensi vietati, turisti che entrano e escono dagli alberghi, la musica insopportabile del bar che si estende ben al di la’ della veranda… Ma basta aspettare l’ora giusta e tutto cambia, e via Faenza diventa quasi un luogo in cui dimenticare la schiacciante afa fiorentina genialmente miscelata con una delle viabilita’ meno funzionali del mondo, eccetto forse shangai.
In particolare in quei giorni in cui ci passavo le giornate e in cui meta’ della via era bloccata al traffico per lavori in corso di cui io non riuscivo a capire la natura; cioe’, i cartelli c’erano, i divieti di sosta anche, ma di buche o di altri elementi che facessero desumere che qualcuno stava sistemando la strada, o gli intonaci, o qualche grondaia, o anche solo l’illuminazione non ve n’era traccia.
Ero seduto su questa veranda a fumare una sigaretta nel mio completo preferito, nonostante la stagione suggerisse tenute piu’ sportive, quando il destino decise di farmi un regalo inaspettato: dalla vietta laterale a un certo punto fece capolino il cofano azzurro e bianco di una volante.
E’ bastato un istante per decidere cosa fare: mi sono alzato dalla sedia velocemente mentre la pantera della Polizia di Stato avanzava al rallentatore sulla curva dirigendosi dall’altro capo della strada rispetto a dove ero seduto io. Lo sbirro che guidava stava guardando dove stava piantando le ruote della macchina, mentre l’altro era girato dritto verso di me. Indossava un paio di occhiali da sole.
Non sono mai riuscito a sapere se stesse capendo cosa stava per succedere. Ho Aspettato che la macchina si immettesse verso i viali e la caserma, ho estratto la pistola e ho fatto fuoco.
Bang. Bang.
Due colpi precisi hanno attraversato il lunotto posteriore e si sono conficcati nella nuca dei due sbirri che non hanno neanche fatto a tempo a rantolare. Contrariamente a quello che si pensa il lunotto posteriore delle pantere non sempre e’ antiproiettile, anzi quasi mai, senno’ che bisogno avrebbero delle macchine blindate?
E sempre per contraddire il pensiero comune che anni e anni di televisione e telefilm ci hanno infilato nella testa impunemente, gli sbirri sono molto meno attenti di quanto si creda e soprattutto ci impiegano diversi secondi a estrarre la pistola mentre sono seduti in macchina. Se li becchi al volo, non fiateranno neanche.
Ho camminato con calma oltre l’incrocio. Nonostante i cartelli grandi come una casa a ogni capo della via che rassicurano circa il video controllo della zona che rende i cittadini piu’ sicuri, non c’e’ nessuna telecamera in via faenza e nell’altra vietta. Almeno all’epoca non c’erano.
Mi sono avvicinato alla macchina che andava troppo lenta per non fermarsi come se il motore si fosse spento normalmente. Ho guardato gli sbirri morti gli ho svuotato addosso il resto del caricatore. Poi sono ritornato sui miei passi e mi sono avviato verso la stazione. Anche se non c’erano telecamere ammazzare due sbirri a poche decine di metri da una caserma di canazzi puo’ essere pericoloso ed era meglio menare le tolle.
Sbirro piu’, sbirro meno, non avrei pareggiato i conti neanche se avessi ammazzato mezzo commissariato, ma almeno mi ero tolto uno sfizio nel bel mezzo di uno dei loro bluff per far credere alla gente che fare il criminale e’ molto piu’ difficile di quanto non sia.
Sono anni che non vado in quella citta’ di smog, turisti e vecchie croste osannate da mezzo mondo. Mentre mi allontanavo ricordo di aver pensato che forse alla fine avrebbero messo delle telecamere, ma qualcosa mi dice che ancora oggi non ce n’e’ neanche una. Se avete voglia andate a controllare. E se vi capita stendete un altro paio di sbirri nella stessa zona, cosi’ i giornali possono costruire un bel caso per tenere distratta la gente dal fatto che accoppare due maiali non e’ poi cosi’ difficile. Buon divertimento.

June 28th, 2005

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